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anchelerosegraffiano [ ...e io sono un'assurda rosa rossa... ]
 




Anche una rosa graffia.

Una piccola dolce rosa.

E non graffia
solo con le spine.

Ma anche

Con le sensazioni,

con le parole,

con le emozioni,

con la penna.

E io sono una rosa.

Un’assurda rosa rossa.

    

Il libro di una vita:

"Dialoghi con Leucò"
   Cesare Pavese
 

Canzoni indispensabili:
    "Addio"
- Guccini
    "Cohiba"
- Silvestri
 "Solamente por pensar"
- Ska-P
    "Cirano"
- Guccini
    "Don't cry"
- Guns'n'roses
  "Infidelity"
- Skunk Anansie

     

"Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri."
M. Yourcenaur
"Memorie di Adriano"

    
"Toda nuestra acciòn es un grito de guerra contra el imperialismo y un clamor por la unidad de los pueblos contra el grande enemigo del gènero humano:los estados unidos de Norteamèrica"
Ernesto Che Guevara


"Nessuno, per quanto favorito dal caso, può ritenersi felice prima che sia morto."
Euripide, "Troiane"

            Questo blog non è un essemmesse!


2 luglio 2006


Boh

Gli scritti sono andati malissimo.
L'orale mi ha inculato in fisica [che cazzo vai a chiedere fisica a un esame classico, stronza].

Speriamo bene. Giovedì avrò i risultati.

Ieri, dopo la maturità di Ale io e lui abbiamo preso e giù a Bologna, alla Street Rave Parade.
Bella l'atmosfera, vedere centinai di migliaia di corpi che invadono una strada e si muovono a ritmo.

Ma non fa per me  quella musica.
Preferisco centinaia di pungi alzati che urlando slogan politici.

E a parte una piccola parentesi di dispiace - quel figlio di puttana di Alberto poteva starsene a casa - è andato tutto da dio, con Ale. Siamo andati a letto alle 8 stamattina, dopo aver perso fermate del treno perchè dormivamo ed aver accantonato i nostri ideali per entrare in un Mc Donald (cazzo non è colpa mia se era l'unica cosa rimasta aperta).

Ieri prima che Ale facesse l'esame ho visto lui.
Sono abbastanza confusa. Con Ale sembra di essere tornati a quell'amore travolgente che ci ha fatto vivere per tre anni e mezzo. Però ogni volta che rivedo quell'altro mi intristisco, non so perchè. Certo sono decisa a non perdere tempo con lui, che tra l'altro è stato lasciato dalla tipetta con cui passare il tempo e che subito dopo che è successo, mi ha fatto uno squillo, a cui io - gran donna - non ho risposto. Non sono la ruota di scorta di nessuno, e comunque non è lui ciò che voglio ora.

Vorrei solo capire se me la sento di tornare con Ale, dopo quello che mi è successo.
Intanto quest'estate è meglio lasciarla passare, e vedere come và, poi ne riparliamo. Certo, continueremo a vederci, a stare insieme benissimo come sempre, ma formalmente non saremo 'morosi'.

Non lo so, la mia testa è.. un rave!! C'è un tale casino che non riesco a respirare... anche se la maggior parte dei miei pensieri è occupata da un sorriso rivolto ad Ale.. non so più niente... aiuuutooooo.

Sigh.





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27 giugno 2006


Strange..

Ieri sera ho chiesto ad Ale se veniva da me per guardare un film, alla fine siccome doveva portare il lettore divx che ovviamente gli è caduto per terra ed era due palle provare ad aggiustarlo  (Ale, sei sempre il solito), siamo andati al bar per bere qualcosa.. stiamo stati 3 ore passate... tra discorsi, cicche, litri di birra e ricordi il tempo è volato...
Quando siamo tornati a casa mia, non so come, non so perchè, gli ho chiesto se si fermava a dormire da me. Come una volta. Non voleva. Io si cazzo.
Solita bambina viziata da se stessa. Ho chiuso a chiave e messo l'allarme e si è fermato qui.
Ieri avrei voluto essere ancora insieme a lui. Per certi momenti mi è sembrato fosse tutto davvero come una volta - ossia, mi sembrava di amarlo ancora.
Non lo so. Penso ancora a lui - ossia all'altro, comunque, ma credo meno.
Insomma, meglio lasciare passare quest'estate e poi decidere.
Intanto sabato - finiti gli esamiiii - andiamo insieme alla Street Rave Parade a Bologna. Ho detto alla mamma che vado a vedere un po' per l'università - bugiarda. Ma sennò poi si preoccupa.Comunque staremo insieme. Verrò anche a trovarti allo Sunspalsh, Ale.

Devo stare attenta a non illuderti, a non illudermi.

Non lo so, sarà che tu sei l'unico che possa capirmi, l'unico con cui io mi sia davvero aperta.
Certo, anche con la Gre, con la Meggy.. ma tu mi hai esplorata nell'animo, ed è diverso.

Meglio dormire.. l'esame è troppo vicino... devo studiare domani.





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25 giugno 2006


È tardi...

È tardi per una maturanda in pieni esami.
Ma è stata una piacevolissima serata di chiacchiere e divertimento con la Francy. Anche se lei ha sei anni più di me, ci troviamo così bene. Era mia "animatrice" nei campeggi quando ero alle medie, e poi l'anno scorso ci siamo ritrovate a essere animatrici insieme ai ragazzini di terza media. E dopo quella pazza notte in cui l'ho convinta a fare un after tra cicche, birre, pizzette, e the caldi davanti a un fuoco, ci siamo legate tantissimo.

Ma questa sera nei miei pensieri non c'era lui (non mi rivolgo più a te, ormai, mi sembro abbastanza decisa in questo - speriamo duri). C'era Ale.
C'era anche Ale a quella mega festa etnica, lo sapevo perchè te l'avevo chiesto, ma rivederti stasera mi ha fatto male. Nel senso che, Ale, tre anni e mezzo di ricordi e amore mi sono ripiombati addosso in un millessimo di secondo. Ho rivissuto le manifestazioni, i concerti, i film, i libri, le esperienze, tutto d'un botto.
Mi sembravo decisa, non credevo, per ora di volerti ancora. E invece, ti avrei soltanto baciato, stasera. E quel tuo bacino in fronte (come i nonni alle nipotine), quel mio bacio a labbra sfiorate, quella strana atmosfera di malinconia e ricordo mi è rimasta dentro.

Cerco sempre di non pentirmi di quello che ho fatto: se l'ho fatto è perchè in quel momento o lo volevo o ci credevo. E lui, era quello che comunque volevo. E non negherò mai di aver provato gioia in quel momento. Anche se subito dopo la piccola Gre mi fa: uao, hai appena passato il momento più bello della tua vita, e io l'ho corretta: No Gre, non il più bello, il più soddisfacente. E questo conta. Anche lì ho pensato a te Ale, per quanto meschino e stupido possa sembrare. Volevo lui tantissimo - forse lo vorrei ancora non lo so - ma non ho mai smesso di pensarti.

Sono colma di birra, sono cosciente che forse queste sono solo paranoie infiltrate nella mia testa da un tasso alcolico di gran lunga superiore alla norma.

Stasera vorrei tu fossi qui - come una volta, a dormire abbracciati anche con il caldo, nel mio lettino a una piazza, e svegliarsi con la luna storta entrambi - che carattere di merda - ed essere felici.

Comunque stiano i miei sentimenti, una parte di me manca. Tu, Ale.
Sarà la depressione della balla triste, sarà che da stamattina sono convinta che lui non meriti me - o forse io lui.
Sarà che ti ho pensato più di ieri. Forse più di domani, magari meno, non lo posso sapere.

Unico problema: con questi miei pensieri rischio soltanto di illudere non soltanto te, ma anche me stessa.




Ma stanotte mi addormenterò pensando a te, Ale




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24 giugno 2006


Goodbye

Stop!
Basta, alla fine il gioco non regge la candela...Ho deciso di lasciar perdere tutto - te.
È possibile? Non lo so, ma io amo l'impossibile.
Ora mi concentrerò sulla fine di questi esami, poi sulle vacanze, e poi sul futuro.
Futuro di cui tu non farai parte.
Avrò sempre il dubbio se è stata davvero una scelta mia o se più che altro è stata una scelta tua.

Non importa, l'importante è tornare a sorridere, e a graffiare.




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24 giugno 2006


Assurda scrive di notte in tristezza.

Ultima prova scritta. Forse quella che è andata meglio. Chi lo sa.

Pomeriggio in agenzia di viaggio coi miei tesori. Prima decisione: Ibiza! Passano due ore: Djerba, deciso a quanto pare. Costa un botto. Non me lo merito. Non mi interessa. Voglio solo godermi sette giorni di amore con le mie donne preferite. Poi il prossimo anno università città interessi diversi ci divideranno. Già lo sappiamo.

Stasera sapevo dov'eri. Eri con la tua compagnia in quella cittadina caruccia, ci avevano invitate.
Sarei stata proprio un'adolescente mestruata persa a fare 18 km solo per osservarti ridere seduti lontani, incrociare i tuoi occhi e diventare ancora più triste. Ce l'ho fatta. Non siamo venute.

Ho finito la prova d'esame due ore prima dei miei compagni e dei miei tesori.
Tutta la tua classe si trovava al solito bar del cazzo dove troppe volte ti ho visto e siamo stati insieme. Ale - si, il mio Ale - mi è venuto a prendere a scuola, dopo il vostro esame [perchè il vostro durava meno? Perchè avevate materie in meno? Perchè avete iniziato prima?], e sono venuta con voi. Coi tuoi - vostri - compagni mi trovo bene, lo sai - lo sapete, tu e Ale. Anche troppo: si è vista come è andata a finire.
Sei lunghe sedie di distanza, qualche sgurdo, neanche una parola, due battute rivolte a me (una delle quali includeva la parola comunista, lurido fascista che non sei altro), il mio cercare di ignorarti. Basta.

Domani io volevo andare al mare - chiavi dell'appartamento dello zio - e tanto sole. Non ho trovato nessuno che venga. In compenso ho scoperto che tu sarai lì domani. E prendere giù la macchina, pur essendo Venezia vicina, non me la sento. Dopo l'incidente meno guido meglio sto. Senza la mia piccola Ka niente è uguale.
In realtà ho scritto esattamente a ventdue persone, dopo che ho saputo che tu c'eri. Metà non viene per gli esami - ma vaffanculo va - metà va e dorme fuori dopo una lunga notte in discoteca (mi ci vedete voi in discoteca? NO? Ecco, bravi). Ma io non posso comunque dormire fuori domani, i miei mi diseredano.

Prima, coi tesorini, ho detto la frase profonda del giorno:
"Voglio fare ciò che non posso avere e posso fare ciò che non voglio avere".
Forse è meglio fare ciò che posso ma che non voglio.
Dopo averla ripetuta per due volte - viva la birra - chè le donne poco capivano, mi sono vergognata di me stessa. Ho sempre amato l'impossibile (Siamo realisti, esigiamo l'impossibile...).
E adesso arrivi tu piccolo stronzo e limiti la mia libertà e mi fai cadere nella mediocrità? Non esiste.

Non sono innamorata, di questo sono certa. L'amore l'ho provato solo con Ale, e so riconoscerlo - credo.
Certo è che ho una gran cotta, adolescente mestruata che non sono altro. Ma un'adolescente mestruata con la macchina è davvero peggio di un'adolescente vera.
Lato positivo: ringiovanisco [regredisco in realtà, regredisco, cazzo].

Domani ci sarà anche lei, probabilmente, quella che tu mi hai definito essere una tipetta con cui passare il tempo. Tre anni meno di noi - bambina, brutta - dinosauro, stupida - ochetta. Ma meglio lei no? Lo so che mi vuoi sai, ma è bello avere una come me (e adesso me la tiro cazzo, me la tiro anche io come tutto il mondo, per una volta) che è persa. Non ci credevi nemmeno tu, non ci credevi.

Che post lungo, inutile, banale.

Sei irritante. Lo sai che sono logorroica, non puoi farmi cominciare a parlare di te, perchè io non finisco più.

Sai una cosa? Vaffanculo. Sul serio, lo penso. Non mi meriti, non sei nessuno.
Ciò non toglie che io ti voglia. Troppo.

                                       
                                        Sono proprio artistica questa sera. Sigh.




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22 giugno 2006


Ultimo scritto..

Domani la tanto temuta e attesa terza prova.
E poi in piazza a ubriacarci per la fine degli scritti.
Ho detto a qualche tuo compagno di classe mio amico che noi saremo al solito bar a bere e gioire temporaneamente. Chissà, magari ci sarai anche tu.
E se non ci sarai, pazienza.

Mi stai rovinando.
Non me lo merito.

Tu non sei così speciale da arrogarti questo diritto sulla mia dignità.
Sono io così stupida che ti permetto di farlo.

Forse dopo tre anni e mezzo di Amore, quello vero, avevo voglia di autolesionarmi ancora.
Le lamette forse non mi bastavano più. Volevo anche ferite interne non solo sulle braccia.

Però non dovevi essere tu l'artefice di tutto ciò.

Come ho fatto, come faccio ancora a lasciarti disporre di me così?

Tu e i tuoi cazzo di ferrei principi.
Tu, bambino immaturo.
Tu, che non sei bello e neanche brutto.
Tu, che sei stupido e intelligente.
Tu, che sei simpatico da morire.
Tu, col tuo fisico che mi fa impazzire.
Tu, che invadi ogni mio sogno.
Tu, che sai farmi toccare il cielo con un dito.
Tu, che sai farmi sprofondare in un baratro.
Tu, col tuo nome del cazzo.
Tu, con i tuoi occhi dolci e furbi.
Mi hai fatto annegare.
Sapevo nuotare benissimo, facevo anche sincro una volta, sai?

Non so più danzare nell'acqua ormai.
So solo annaspare.

Vado a letto... domani ho l'ultima possibilità di riscatto dopo quei due scritti di merda.
Basta uscire, anche con un 60.
Ma fatemi uscire.
Voglio tornare a vivere... e come dico io, stavolta.




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22 giugno 2006


Plutarco, Pall Mall e scazzo..

Che versione di merda... la prima frase equivaleva a tre quarti dell'intero testo...
Ma gli esami di maturità sono fatti per inculare gli studenti o cosa? Che si fottano tutti i ministeri...!

Ti ho scritto anche oggi... non hai risposto nemmeno oggi...
Sta diventando un macabro rituale...
Ma sì, chissenefrega, sono più serena, davvero..
Sarà perchè devo studiare tutto per domani, sarà perchè alla fine mi ci sto rassegnando, sarà perchè non vedo l'ora di partire con i miei tesorini per le Baleari, sarà quel che sarà.. ma oggi sono solo stanca e scazzosa. Non triste però. Cazzo, che passo avanti.

Prima al tabacchino compro il mio solito (e quotidiano, ormai) pacchettino di Fortuna Blu e una tipa mi salta quasi addosso urlandomi...
"Ma ciaooooo! Io sono una rappresentante di sigarette.. ti piacciono le Pall Mall?"
Io la guardo come per dire ma-tu-cazzo-sei-scema  e con poca grazie rispondo: "No, le ho fumate quando costavano meno, ma non mi sono mai piaciute..."
E questa con sorriso a ottantaquattro denti, rossetto sbavato e tette in vista..
"Ma saiiiii abbiamo (abbiamo? Tu immagino proprio) cambiato la miscelaaaa! Infatti cambieremo anche il pacchettoooo per fare meglio capire la cooosaaaa.."
Io la guardo con fare sempre più interrogativo, della serie che-cazzo-vuoi-le-ho-già-comprate-le-cicche.
E lei continua, ma la cosa si fa interessante:
"Se ridai il tuo pacchettino nuovo di Fortuna io te ne faccio dare due di Pall Mall allo stesso prezzo"

Ok, la tipa mi stava in culo, le Pall Mall mi stanno in culo ma... un pacchetto di cicche regalato in un periodo come questo è pur sempre un bell'affare. E così ho due pacchettini blu e nemmeno uno di bianco in tasca.

Gli affari sono affari direbbe Filo Sganga.

Vorrei che sti cazzo di esami fossero finiti.
Vorrei non pensarti più - mi sta troppo in culo sta cosa.
Vorrei che tu la smettessi di ronzarmi in testa.
Vorrei con Ale andasse tutto come una volta.
Vorrei essere già partita per le vacanze.
Vorrei non dover studiare tutto il giorno.
Vorrei spaccare la faccia a qualche pulotto.
Vorrei occupare uno stabile.
Vorrei essere già all'università.
Vorrei vorrei vorrei... te, vorrei.

Che se anche dico un sacco di stronzate, oscillanti dal "non ti penso più, ah ah ah", al "Coglione, non mi freghi, sei solo un gioco, non ti voglio", dal "Meg, Gre, ho smesso di pensarloooo!", al "Basta, ho una dignità io", alla fine... sei sempre lì fisso, appollaiato nei miei pensieri che rompi i coglioni.
Mi piaci, che ti devo dire?

Meglio studiare.. cinque materie da ripassare (di cui ricordo poco o niente) e altre due (chi cazzo ha inventato la matematica!?) da studiare partendo da zero.
Il tutto per domani.
Sono le quattro passate.
Ho sonno.
La testa sulle spiagge di Minorca (magari accanto a te... nei sogni posso pensarlo).
Una voglia che equivale al voto che avrò preso nella versione di oggi.
Terribilmente scazzosa questa giornata.

Fanculo.





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21 giugno 2006


2° post in troppo poco tempo..

La mia sigaretta si è appena spenta, accartocciata dalle mie dita nel posacenere a forma di gatto.

Mi sento come lei tra i tuoi occhi.

Mi stai spegnendo, cazzo.
Lo merito davvero?

E poi cosa farai quando la mia lucina sarà sparita tra la cenere? Mi accenderai di nuovo?
O ne accenderai un'altra?





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21 giugno 2006


Domani... greco.

Tu avrai matematica.

Oggi quella prova di merda, quelle tracce insulse, quante ore perse in quell'aula calda. Che esame del cazzo. Ho inventato stronzate sulle città e sulle periferie. Stavo per dilagarmi ai fatti francesi, poi mi sono bloccata, un misero accenno: se politicizzavo anche quello mi avrebbero segato la prova - ero stata avvertita.

Quando sono uscita ti ho fatto uno squillo: merda già acceso, già te n'eri andato.
È arrivato Ale, siamo andati a prendere un gelato poi io sono tornata a scuola, ad aspettare per due ore e mezza i miei tesori che finissero di scrivere citazioni e cazzate nei loro temini perfetti.
Ale me l'ha detto: se ti interessa lui è già uscito, poco prima di me.
Io? Perchè me lo dici? Pensi che mi interessi ancora di quel cretino?
Si, lo so me lo leggi negli occhi.
E subito dopo, da sola, seduta sotto quell'albero che mi ha sempre sporcato la macchina ti ho scritto: mi porti a prendere un gelato?
Non credere, non mi freghi più, lo sapevo che non mi avresti risposto neanche stavolta.
Era solo il tentativo patetico di una ragazza persa. Cosa credi che avessi bisogno di te per prendere un gelato!? C'ero già andata da sola (con Ale), e non ne avevo più voglia.
In realtà avanzi una birra, una scommessa politica purtroppo finita male x me.

L'odore delle mie polpettine che si bruciano nel forno arriva fin quassù. Magari fra poco vado a togliere i resti carbonizzati - mangerò poco e bruciato stasera - chissenefrega.

E domani pensi riusciremo a vederci?
No, scusa, ho sbagliato.
Ti riuscirò a vedere?
Ecco, sei appena entrato in Messenger. Se aspetto che mi scriva tu sto fresca. Ma nemmeno io ti scriverò. Per oggi ho già dato.

E domani greco. Come tutti i maturandi ore a cercare tracce disperse in rete. Bufale e flop a manetta. È anche questo il bello della maturità. Tanto vivo di illusioni e sogni.

Ovviamente estrazione della lettera: ma guarda, è uscita la mia. Terza esaminata del primo giorno d'esame. Un week end in meno per studiare, uno in più per far festa. Tu ce li hai il giorno dopo di me. Due persone prima di Ale. Verrò, sai, per chi mi hai preso. Non dentro, non a sentire le tue cazzate sul tempo. A tarmarti.

Per essere il tuo sogno e il tuo incubo.
Come tu sei per me.





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20 giugno 2006


Notte prima degli esami...

Stavolta non mi distinguerò in originalità...
Quella cazzo di canzone risuona nella mia stanza...


E mi deprime.
Non solo per gli esami che domani iniziano. Ma per quella stupida frase che io rendo al maschile: "Gli esami sono vicini...e tu sei troppo lontano dalla mia stanza.."

Cazzo se ti penso.

Mi illudo che domani magari finiremo di scrivere alla stessa ora, e magari riusciamo a vederci. Appena ho finito e accendo il cel, provo a farti uno squillo.. vedremo.

Che misto di emozioni.. senso di colpa (dovevo studiare di più), paura (cazzo è la prova dove dovrei andare meglio, se va male sono fregata), desiderio (di te, ovvio), agitazione, scazzo, nervosismo, angoscia, sollievo (iniziano.. e poi finiscono...).

Notte di lacrime e preghiere.. la matematica non sarà mai il mio mestiere..
mentre il tuo sì, e lo sappiamo. E pure le preghiere forse te le fai. E io no.
Siamo così diversi. E io ti voglio così tanto.

E sono qui anche adesso a pensare al tuo sorriso, alle tue mani che mi stringono, ai tuoi occhi lucidi che si pentono e si sentono in colpa.
Al mio vestitino viola stretto e accarezzato da te.
A quel parcheggio pieno e vuoto.

Meglio pensare ad altro.
Vasta scelta:
1) gli esami
2) il mondo che va a puttane
3) l'università
4) le vacanze
5) te
6) te
7) te
8) te
....
BASTA!!!!!!
Mi hai rubato quel poco di cui andavo fiera...
l'orgoglio...
Anche se sabato un pezzo di orgoglio me lo sono ripresa.

E lo so bastardo che te ne pentirai di avermi fatto soffrire.
E lo sai, lo hai visto, che non mi fermo davanti a niente.
E lo vedi che se voglio qualcosa in un modo o nell'altro lo ottengo.

E adesso vado a fare un po' di enigmistica..
Saluto gli amici in messenger - cazzo perchè non sei collegato, così non mi scriveresti, lo so, ma io saprei che sei a casa e non da lei - e poi doccia.

E dopo.. cercheremo di dormire,
in questa lunga notte prima degli esami...pensandoti.




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20 giugno 2006


E così..

Domani iniziano gli esami...
Esami che non ho voglia di fare, esami che non hanno la mia totale
concentrazione, esami che comunque chiuderanno un'era.

Mi sono
addormentata pensandolo e svegliata col suo nome sulle labbra.
Mi comincio ad
annoiare da sola.

Poi boh, ho acceso la tv stamattina, non so come mai mi sia saltato lo schizzo - io odio la televisione - e ho beccato il matrimonio tra Micaela e Sally (La signora del West). Non mi sembra di averlo mai visto.
E quanti ricordi.. mi sono sempre immedesimata in quello stupido telefilm, nell'
anticonformismo che comunque i protagonisti dimostravano.

Dai è inutile.. esami, Signora del West, sigarette.. in ogni cosa
ti penso. E nemmeno lo meriti.

Oggi devo studiare molto più di ieri.
Spero di riuscirci. La mia camera è una marea di fogli e libri accatastati nel disordine. Sono sempre stata disordinata (mentalmente oltre che nella pratica), ma sto toccando il fondo.

Cerco di pensare a tutto meno che a te. Come se ci riuscissi.
Forse domani dopo le sei ore d'esame magari ci vediamo, anche tu sei veloce di solito,
anche se tu odi scrivere - cazzo sei il mio opposto in tutto.

Non vedo l'ora di
scappare (magari tra le tue braccia).

Patetica. Ecco cosa sono.






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19 giugno 2006


Lo sapevo

Lo sapevo che scriverti sarebbe stata una cazzata.
Lo sapevo avresti usato la scusa dell'alcol.
Lo sapevo che stasera dirti di uscire era parlare al vento.
Lo sapevo non avresti risposto.
Lo sapevo cazzo lo sapevo.

Eppure mi illudevo, non riesco a farne a meno.

Mi illudo.
Perchè ti voglio, cazzo se ti voglio.

Ho scaricato film deprimentissimi, ho appena finito di guardare (quando l'ho visto la prima volta forse ero bambina) Edward Mani di Forbice.
Che pera di depressione direttamente in vena.

Sono isterica, incontrollabile.
Ci sei solo tu nella mia mente ora.
Bastardo, renditene conto...
non sono un gioco,
non sono accontentabile,
non puoi farmi tacere.
No, io non sono come le altre.



                    

Per un'ora d'amore non so cosa farei...
Per poterti sfiorare non so cosa darei...
Chiudo gli occhi - senza te le serate non finiscono mai...
Chiudo gli occhi - ti vorrrei..
non nei sogni ma così come sei..




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19 giugno 2006


Oblio

Vorrei

essere stretta

da sconosciute braccia,

baciata

da labbra a me ignote,

chiamata

da voci nuove.

Vorrei

essere

una

puttana

tra

le mani

di uno

sconosciuto

per dimenticare

chi sono stata

e cosa il mio cuore sente.



È inutile... continuo a pensarti...
continuo a volerti...
continuo a rivivere nella mia mente
ogni singolo istante vissuto insieme.
Istanti effimeri, insignificanti, assurdi..
Però erano veri, reali, stupendi.
Adesso io correrei sotto casa tua
- tanto lo so dove abiti, sai -
E suonerei il campanello
e ti farei uscire
e mi appenderei al tuo collo.

Sogna piccola illusa, sogna.
Ti ho avuto per un lunghissimo attimo.
Contiuerò a vivere di quello
nell'illusione
che un giorno forse
riuscirò ad averti completamente.




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19 giugno 2006


Mattina...

Mi sono svegliata più tardi di quello che avrei dovuto...
Fra due giorni iniziano gli esami e io non mi sento pronta, ho paura, ho latesta da un'altra parte - non è stato il periodo migliore per incasinarsi la vita.
Oggi devo studiare un casino troppe materie - devo andare a fare terapie alla schiena e al collo (i postumi dell'incidente ancora si sentono) - devo fare qualche versione di greco - devo riuscire a pensarti il meno possibile.
E penso anche a Ale, ovvio. Non so come ci penso, è tutto così strano. So che ora sono metà sulle nuvolette (cazzo ce l'ho fatta) e metà sotto terra (cazzo gli esami, ti voglio ancora, Ale, aiuto).
Non mi hai risposto al messaggio di ieri sera da piccola bambina persa che cerca di fare la grande donna. Alla fine lo sapevo, non mi illudevo più di tanto. Ho imparato a conoscerti.

Sto diventando egoisticamente sempre più egocentrica, c'è un altro mondo fuori, molto peggiore di quello che rotola nella mia testa.
Ancora i Savoia (ma che li esilino ancora, chi cazzo li vuole), ancora kamikaze e morti (bravo Bush, hai proprio liberato un paese), ancora calcio (...), ancora referendum... tutte notizie terribilmente del cazzo.

Ma nonostante io legga mille notizie, ascolti duemila voci, legga troppe parole, nella mia testa c'è poco spazio per il mondo. Devo tornare in me stessa.

Non vedo l'ora finisca questo liceo totalmente.. e poi in vacanza con i miei tesori (Gre & Meg), torneo di beach volley, in Spagna con Ale (comunque vadano le cose).
Sembra non ci sia spazio per te. Ed è meglio così, devo dimenticarti. 
Prima di tutto perchè sei estremamente di destra, e io non posso sopportare questo. Poi perchè sei un bambino immaturo. Non dimentichiamo poi che te la tiri ammanetta. E inoltre.. devo dimenticarti. Punto.
Cazzo invece sono persa.
 
Io non credo per te non abbia significato niente sabato sera. Alla fine hai fatto crollare i tuoi ferrei principi senza troppa resistenza.
Non sei il tipico stronzo che se ne fa una e poi cento così tanto per fare. Però non so come farò ad averti ancora (come sabato, più di sabato).

Meglio studiare... sennò il prossimo anno sarò ancora incatenata al liceo. Già, il prossimo anno.. due città diverse, università diverse, vite diverse. Vorrei averti ora, comunque vadano le cose.

Sto impazzendo. Scrivo scrivo e scrivo. So che non potresti mai leggere queste righe, altrimenti non sarei così sincera. Farei finta di essere meno persa, meno presa. Invece guarda come sono ridotta.




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18 giugno 2006


Again

E sono ancora qui, davanti al pc, i libri chiusi da ore che gridano la loro presenza.
E io rinchiudo la coscienza e non li ascolto.

E stasera non sono vestita di viola, ma ti penso, come prima, più di prima.
Ieri sera a quest'ora, sì a quest'ora, eravamo insieme... stretta tra le tue braccia - finalmente.

E adesso sono qui, come una bambina persa che ti vorrei scrivere..
"Non mi importa se in bene o in male, ma ci hai pensato a quel che è successo?"
Oppure potrei tirarmela.. "non avrebbe dovuto succedere...lo sai?"

Eppure sappiamo entrambi com'è andata no?
È tutto incredibilmente assurdo!

Sono persa o recuperabile?

Voglio di nuovo il mio cervellino...

E adesso altro che donna matura... ti scrivo.. anche se tu non sopporti quando io rompo troppo i coglioni, come ho sempre fatto - ehi però stavolta ha funzionato che io esagerassi, guarda com'è andata a finire ieri in quel posto assurdo, con quella siepe strana e quel parcheggio mezzo vuoto e mezzo pieno...

E adesso altro che ragazza con la testa sulle spalle.. sto rotolando in un mare di nuvolette...
Ed è tutto così strano.

Tra sensi di colpa bugie gioia lacrime sapori odori sensazioni non so più dove sbattere la testa..

So solo che è stato bello...
So che non mi basterà quello che è successo ieri...
So solo che forse domani impazzirò ancor di più...
So che ti vorrei, adesso.
Come ti ho avuto ieri - più di quanto ci sia stato ieri.





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18 giugno 2006


Parole e parole e parole.

Mercoledì iniziano gli esami...
Alla fine non vedo l'ora che inizino, per poi finirli il prima possibile...
E poi, finalmente, università...
Non che non stia bene con i miei, ma non vedo l'ora di andare a vivere da sola, conoscere nuova gente, poter impegnarmi politicamente molto più di quanto sia possibile nella realtà in cui vivo...

A proposito di politica.. cazzo ma sono proprio sfigata.. dopo Ale (non solo l'amore ma anche un compagno) esco solamente con ragazzi di destra!! Ma che sfiga, sembrano concilianti, aperti di idee e poi.. ZaC! a metà serata iniziamo a discutere di politica.

Ma è possibile che una faccia una pausa dallo studio e mettendosi a leggere le notizie veda tre quarti degli articoli su sto cazzo di calcio (beh almeno ieri sera è stato bello: tutti anti-americani!!ahah..), e il resto su un cazzo di "principe" (ma i titoli nobiliari non erano stati aboliti con la costituzione della repubblica!?), che come tutti i potenti si fa i suoi sporchi traffici... Ma poi si, abbiamo fatto bene a farli tornare in Italia, tanto che sto stronzo non si è nemmeno sentito in dovere di chiedere scusa per Leggi Razziali & Co. che il suo papino ha accettato, buratitno consenziente nelle mani di Mussolini.

Per quanto sia stata dura però dopo tre anni cinque mesi e sei giorni lasciarmi con Ale, alla fine ora sto dando molto più attenzione a me stessa rispetto a prima.. non tanto a me fisicamente, ma ai miei interessi, ai miei sfizi, per quanto possibile sotto esami.. anche se Ale non potrò mai dimenticarlo...

E, giusto per non dimenticare ieri sera... anche questo post sarà del mio colore preferito.. il viola...




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18 giugno 2006


E...

...che nessuno dica mai più che il viola porta sfortuna.

Anche i sogni si realizzano, basta un po' di volontà..
e per quanto sia dura,
per quante lacrime si versino,
per quante crisi isteriche sia necessario oltrepassare..
poi sembra di volare oltre il cielo, oltre l'infinito.


Ce l'ho fatta...




...Assurda sorride...




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17 giugno 2006


Assurda now.

Cammino senza legami
ho solo il vento che mi insegue
e il tempo non mi riguarda
perché il tempo mi appartiene...
 
Modena City Ramblers - Il fabbricante di Sogni






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16 giugno 2006


New...

In pochissimo tempo ho perso troppe cose.

Ho perso Ale, dopo 3 anni e mezzo.

Ho perso la macchina, in un incidente.

Ho perso il vecchio blog, banalmente.

Ho perso la culla-liceo, ora esami e poi via.

È una sensazione davvero strana.

Da un lato sono completamente libera.
Dall'altro sono terribilmente imprigionata nei ricordi.




assurda.ilcannocchiale.it resterà sempre il primo blog,
Purtroppo ho dovuto lasciarlo.
Tutto si lascia nella vita
e questo periodo ne è la dimostrazione.




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